Search Profiles Google: cosa cambia per i media e i creator americani a settembre 2026
Google annuncia una nuova fase per i suoi Search Profiles destinati ai publisher: soglia di accesso abbassata a 10 000 iscritti negli Stati Uniti, gestione multi-brand da un solo account e visualizzazione degli articoli migliorata.

Google ha annunciato il 16 settembre 2026 tre aggiornamenti dei suoi Search Profiles per editori e creator negli Stati Uniti: una soglia di idoneità abbassata a 10 000 iscritti, la possibilità di gestire più brand da un solo account, e una nuova visualizzazione degli articoli nei profili. L’annuncio arriva da Ibrahim Badr sul blog Google.
Cosa conferma Google sui Search Profiles
Nel suo articolo, Google indica che più publisher e creator americani possono ormai accedere a questi profili se raggiungono 10 000 iscritti su YouTube, Instagram, X o TikTok. Google precisa anche che alcune organizzazioni media potranno rivendicare e amministrare più sotto-brand con un solo accesso.
L’azienda annuncia infine una presentazione rivista degli articoli in questi profili, con miniature ottimizzate e titoli più lunghi, pensati per migliorare la leggibilità e mettere maggiormente in risalto i contenuti recenti.
Perché questo cambiamento conta per gli editori
Per un media o un creator già presente negli Stati Uniti, questo cambiamento abbassa nettamente la barriera d’ingresso rispetto al lancio iniziale dei Search Profiles. La ripresa di Search Engine Journal ricorda inoltre che Google presenta questi profili come uno spazio verificato che riunisce account social, articoli recenti e link di pubblicazione.
Punto utile da tenere a mente 💡: secondo la documentazione di supporto Google citata dalle fonti secondarie, la creazione di un Search Profile non influisce direttamente sul ranking in Google Search. In altre parole, si tratta di una leva di visibilità della presenza, non di una scorciatoia SEO.
Cosa bisogna verificare prima di farne una priorità
A questo stadio, il perimetro resta limitato agli Stati Uniti nelle fonti consultate. Google non fornisce nemmeno, nel suo annuncio, dettagli tecnici sulla dimensione delle miniature, sulla lunghezza esatta dei titoli visualizzati, né sull’eventuale estensione della gestione multi-profili ai creator individuali al di fuori dei casi media. 🔎
Il punto di BL Digital resta semplice: il riflesso non è una strategia. Prima di agire, verificate se la vostra pubblicazione è idonea, se il vostro pubblico è effettivamente americano e se la vostra sfida riguarda la scopribilità del brand piuttosto che un guadagno SEO diretto.
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